Tutto procede regolarmente. Dai raggi si vede la rigenerazione dell'osso, ancora fragile ma ben formato. Il dito continua ad essere rigido, probabilmente a causa della presenza del fissatore che ne limita un po' la mobilità. Il dottore dice di aspettare una volta tolto il fissatore, così come per il fatto che tende ad andare verso il 5° dito; lui mi consiglia di tenerlo unito alle prime tre dita con un cerotto.
Continuo a camminare, senza stampelle. La medicazione la faccio ogni 4 giorni, cambiando le bende, disinfettando e controllando che le viti siano strette.
venerdì 25 marzo 2016
martedì 23 febbraio 2016
Secondo mese
Dopo due mesi, il dito ha raggiunto la lunghezza naturale.
Fermo l'allungamento.
Cammino di più, lasciando gradualmente le stampelle,
tranne nei luoghi affollati, soprattutto per "avvisare" gli altri di stare attenti :)
Su consiglio del dottore, cammino molto e appoggio tutto il peso sul piede.
Muovo il dito aiutandomi con la mano, anche se risulta molto rigido.
mercoledì 17 febbraio 2016
Primo mese
Le foto risalgono a un mese dopo l'intervento.
Per due settimana ho avuto male sotto la pianta del piede, in corrispondenza al 4° dito.
Ho steso una crema all'arnica tutte le sere e preso un antidolorifico per tre sere.
Passate le due settimane il dolore è scomparso, la visita ortopedica è andata bene.
Il Dottore pensa sia stato dovuto all'allungamento delle parti molli del piede (tendini, muscoli e pelle) e mi ha consigliato di diminuire l'allungamento a 1 o 2 volte al giorno (invece che ogni 4 ore).
Continuo a camminare, come consigliato dall'ortopedico.
lunedì 7 dicembre 2015
settimana 2
Alla seconda settimana dall'intervento posso dire che i progressi si notano.
In casa mi muovo senza stampelle e riesco bene anche a salire e scendere le scale, fare piccoli lavori in piedi, anche se dopo un po' ho bisogno di sedermi.
lunedì 23 novembre 2015
settimana 1
A una settimana dall'intervento mi sono quasi totalmente abituata ad avere il fissatore esterno, a questa presenza sul mio piede. Abituata a tal punto che spesso dimentico questa mia attuale condizione e scenderei dal letto o dal divano senza l'aiuto delle stampelle.
Da dopo l'intervento porto una fasciatura con garze e cotone attorno al fissatore e ogni tre giorni faccio la medicazione, con il disinfettante e il cambio delle garze.
A partire da adesso, ogni otto ore (3 volte al giorno) allungo di poco il fissatore con una chiave a brugola. Ai primi giri sentivo tirare e mi faceva male, ma poco tempo dopo passava.
Ho finito le punture di eparina (per una settimana circa, 1 volta al giorno), non ho mai preso l'antidolorifico dopo la prima sera a casa.
Il mio piede è molto più sgonfio e non ha lividi.
Cammino con entrambe le stampelle, ma tra pochi giorni inizierò ad usarne una sola.
Cammino molto, più che posso, e muovo spesso le dita: è molto importante perché permette all'osso di formarsi più velocemente e di prendere la giusta direzione.
Da dopo l'intervento porto una fasciatura con garze e cotone attorno al fissatore e ogni tre giorni faccio la medicazione, con il disinfettante e il cambio delle garze.
A partire da adesso, ogni otto ore (3 volte al giorno) allungo di poco il fissatore con una chiave a brugola. Ai primi giri sentivo tirare e mi faceva male, ma poco tempo dopo passava.
Ho finito le punture di eparina (per una settimana circa, 1 volta al giorno), non ho mai preso l'antidolorifico dopo la prima sera a casa.
Il mio piede è molto più sgonfio e non ha lividi.
Cammino con entrambe le stampelle, ma tra pochi giorni inizierò ad usarne una sola.
Cammino molto, più che posso, e muovo spesso le dita: è molto importante perché permette all'osso di formarsi più velocemente e di prendere la giusta direzione.
mercoledì 18 novembre 2015
Il mio piede... prima
Questo è il mio piede sinistro prima dell'intervento.
Non ho mai avuto alcun tipo di dolore o fastidio, fino all'estate del 2014.
Per qualche giorno mi ha formicolato il lato esterno del piede, avevo dolore a camminare con sandali molto bassi, specialmente sulla pianta del piede, nella zona sotto al quarto dito, vuota perché non c'è l'osso.
Mi massaggiavo spesso e stendevo creme anti infiammatorie e rinfrescanti, ma poco dopo il dolore tornava.
Succedeva solo in estate, mentre con le scarpe chiuse andava molto meglio.
Ma il problema non si fermava al piede: il dolore spesso saliva alla caviglia,
e appoggiando il piede in modo non uniforme incideva anche sul resto della gamba, soprattutto sul ginocchio.
Questi sono i principali motivi che mi hanno spinta a scegliere di operarmi.
Ho incontrato altre ragazze in clinica e parlando con loro ho scoperto che la loro scelta è stata soprattutto per un motivo estetico e pratico, come avviene nella maggior parte dei casi; è infatti raro che la brachimetatarsia porti dolore o fastidio al piede, ma dal mio punto di vista dipende dalla struttura generale del piede. Il mio infatti è molto magro e piatto, e questo fa si che vi appoggi tutto il peso del corpo e che questo non viene però distribuito uniformemente su tutta la pianta; lungo andare può portare a disturbi, specialmente se si sta molto in piedi o si cammina molto.
lunedì 16 novembre 2015
il giorno dell'intervento
Circa due mesi dopo la visita dallo specialista, vengo ricoverata per l'intervento.
Arrivo alle 7 in clinica, eseguo i test e gli esami pre-operatori e vengo immediatamente ricoverata: mi accompagnano in stanza, forse una tra le più tetre e tristi stanze di ospedale che io abbia mai visto!
Penso "ci resto solo una notte, è perfetta così com'è".
Qualche minuto dopo arriva una signora, che però andrà via in serata, così insieme a me potrà restare mia mamma.
Aspetto che mi chiamino, intanto leggo per non pensare a quanta ansia e agitazione mi sta scorrendo nel corpo.
Alle 14.50 mi vengono a prendere e mi portano verso la sala operatoria; lì mi preparano e mi fanno l'anestesia locale, due punture sul dorso del piede.
Finalmente entro in sala: freddo, fa tanto freddo, inizio a tremare come una foglia, non so più se sto tremando per la tensione o per il freddo. La musica mi distrae, inizio a svuotare la mente e recito mentalmente un mantra. Le infermiere mi sistemano, mi coprono e posizionano davanti a me un telo in modo da non farmi vedere l'operazione. Accanto a me per qualche minuto rimane una di loro, gentile e carina, che mi dice che avevano già iniziato a rompere l'osso: io felicissima, perché la mia più grande paura era quella di sentire dolore, invece non ho sentito nulla per tutta l'operazione, in totale circa 50 minuti.
Finita l'operazione, il chirurgo mi medica e mi benda il piede. Non vedrò il fissatore esterno fino al giorno dopo, quando mi cambia la medicazione.
Uscita dalla sala operatoria mi portano a fare le lastre al piede ed infine in camera.
Passano gli infermieri per portarmi il ghiaccio e fare la punturina nella pancia.
La cena, leggera: purè, formaggio e una fetta di pane.
Una tazza di camomilla e a nanna alle 21.
Iscriviti a:
Post (Atom)







